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Pensavo al pane e fesa che ho preso l’altro giorno ad Olzai. Eccezionale! Buono! di un sapore diverso, antico, con una grana grossa e colore ambrato. Un Pane fatto di grano Senatore Cappelli coltivato senza nessun additivo chimico, cresciuto su terreni ammendati solo con letame locale e cotto in forno a legna! Insomma una chicca dal valore assoluto. L’autore di tanta bontà è un giovane di Olzai, Dottore Agronomo, con la passione forte e viscerale per la Madre Terra e sopratutto per Grano e Pane! E allora mi chiedo: perchè mai un giovane di così tanto talento e possibilità dovrebbe occuparsi di una così piccola produzione di nicchia in un piccolo paese della Barbagia, quella stessa Barbagia a rischio spopolamento dove narrazioni ci parlano di qualità della vita inesistente? 

E’ da un pò di tempo che frequento Olzai praticamente quotidianamente e forse sto imparando a conoscere lo strano carattere dei propri abitanti: schivo e poco propenso ad aprirsi a “s’istranzu” allo straniero, straniero forse per l’olzaese è anche colui che arriva da un altro e vicinissimo paese! Fieramente legato alle proprie tradizioni e ai propri ritmi di vita. In pratica nel paese dei laureati si vive secondo ritmi antichi e il paese è poco propenso ai cambiamenti. Entrando sempre di più all’interno di questo sistema, sono venuto a scoprire la vera anima contadina di Olzai. Pastori fieramente attaccati alle proprie produzioni lattiero casearie. Tre caseifici in un piccolo paese! Ogni pastore-produttore ha il proprio metodo di trasformazione del latte, assolutamente biologico e locale, scaturiscono sapori veramente diversi uno dall’altro, non saprei davvero scegliere il migliore, è una questione di gusto.L’altro giorno ho assaggiato un bel bicchiere di vino rosso, un corposo e profumato cannonau… buono come solo i vini locali fatti in casa lo sono! e allora penso: pane, formaggio e vino.. pane e casu e binu a rasu, cosa altro c’è di più buono e sano sotto il punto di vista alimentare? La verdura, certo! purchè sia locale e senza pesticidi e magari un bel dolce: un bella fetta di papassinu e sapa! La sapa di fico d’india di Olzai, famosa e apprezzata . E poi ancora penso allo zafferano della gentilissima Lidia, appassionata di arte e tradizioni. Piano piano il quadro si delinea. Alla fine dei conti qui ad Olzai si vive bene, certo si potrebbe vivere meglio, ma si vive bene. Una Natura dispensatrice di prodotti di altissima qualità, il ritmo lento del paese, scandito dalla annata agraria e intervallato dalle grandi feste popolari, immutabili e avvolgenti di passione e partecipazione. Olzai è un paese che va assecondato e non capito, un paese che grazie al cielo esiste davvero e che ci regalerà pane, formaggio, latte, verdure e tutto ciò che Madre Natura dispensatrice di beni preziosi donerà a chi la saprà ancora amare e vivere secondo i suoi ritmi.