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No, non è vero che l’Ortobene possa paragonarsi ad altre montagne; l’Ortobene è uno solo in tutto il mondo, è l’anima nostra, il nostro carattere,tutto ciò che vi è di grande e di piccolo, di dolce e puro e aspro e doloroso in noi.”

Il MAN è un’istituzione pubblica permanente, unica nel suo genere in Sardegna, votata allo studio, la conservazione e la promozione dell’arte moderna e contemporanea. Il museo persegue i propri obiettivi culturali attraverso molteplici attività, svolte sia all’interno della sede museale, sia sul territorio: realizzazione di progetti espositivi dedicati ai linguaggi visivi contemporanei e alla storia dell’arte dal XIX al XXI secolo, valorizzazione del patrimonio custodito (la collezione d’arte sarda dal Novecento a oggi), sviluppo di programmi di formazione, mediazione e didattica per tutti i livelli di pubblico. È l’idea di “museo aperto” che si afferma, un laboratorio permanente di indagine artistica e sperimentazione, uno spazio di produzione e comunicazione dove fare convivere memoria e innovazione, ricerca e divulgazione, pensiero globale e azione locale.

Piazza Sebastiano Satta: si trova nel centro di Nuoro.L’idea di utilizzare questo spazio, la vecchia piazza Plebiscito, per onorare il “vate di Sardegna”, Sebastiano Satta, venne perfezionata nel 1965 con l’incarico allo scultore oranese Costantino Nivola. La piazza-monumento, dove tra le altre si affaccia la casa in cui visse il poeta, è ubicata in una zona centrale della città fra il corso Garibaldi e il rione di Santu Prédu. La piazza è di forma irregolare e pavimentata con lastre di granito, sulle quali poggiano delle panchine formate da parallelepipedi regolari dello stesso materiale. Nivola aveva chiesto che gli edifici circostanti fossero tutti intonacati e dipinti con la calce bianca, per creare uno sfondo omogeneo e luminoso, oltre che rispettoso della tradizione. L’artista inserì una serie di piedistalli di forma regolare, ai quali si accede tramite dei gradini. Su questi pose dei massi di granito (provenienti dal Monte Ortobene), senza sbozzarli, atti ad ospitare le 8 statuine in bronzo (che ricordano, almeno per le dimensioni, i bronzetti nuragici) dove è celebrata la figura del poeta nuorese. Così il visitatore deve salire, tramite i gradini, su ciascun piedestallo per poter osservare i “bronzetti” collocati nelle rocce. La piazza fu completata nel 1967.nuoro

La Cattedrale Santa Maria delle Neve: La cattedrale di Nuoro, in stile neoclassico è un edificio monumentale che si affaccia su una vasta piazza del centro storico cittadino. L’esterno della chiesa è caratterizzato dalla facciata, che ricorda un tempio di età classica, con quattro imponenti colonne in granito e capitelli ionici chereggono il timpano triangolare. Il prospetto è incorniciato da due campanili identici, coperti alla sommità da una piccola cupola. L’interno è ampio e solenne, con un’unica, vasta navata voltata a botte. Il perimetro della chiesa è percorso da una trabeazione retta da paraste con capitelli corinzi. Nella navata si aprono tre cappelle per lato, intercomunicanti e dotate di absidi semicircolari; gli ampi spazi tra una cappella e l’altra creano l’effetto di navatelle laterali. L’area presbiteriale è sopraelevata di pochi gradini rispetto all’aula e originariamente chiusa da una balaustra marmorea, rimossa in seguito ai restauri operati tra il 2000 e il 2006; sul fondo si trova l’abside semicircolare, dov’è collocato il coro ligneo. All’interno nel presbiterio è presente un’importante tela dipinta da Alessandro Tiarini, pittore seicentesco allievo dei Carracci, raffigurante il Cristo morto. Il resto delle decorazioni pittoriche interne alla Chiesa fa riferimento alla scuola pittorica sarda dei secoli XIX e XX ed è sotto questo aspetto, importante per la conoscenza della produzione iconografica dell’isola in quel periodo.

Il Museo Deleddiano: ha sede nella casa natale della scrittrice nuorese Grazia Deledda (1871-1936). Grazie alla generosità della famiglia Madesani-Deledda, e in particolare della signora Fernanda, nuora della scrittrice, l’ISRE entra in possesso di un gran numero di manoscritti, fotografie, documenti vari e di oggetti personali che formano la prima dotazione repertale del Museo aperto il 5 marzo 1983. L’attuale assetto espositivo, dopo il primo allestimento basato sostanzialmente sui documenti donati dalla famiglia Madesani, mira a mettere in evidenza, attraverso l’ausilio dei materiali acquistati nel corso degli anni dall’Istituto, il legame tormentato della scrittrice con Nuoro e nel contempo le vicende personali e letterarie seguite al suo trasferimento a Roma. 

Museo Etnografico:  è il maggiore museo etnografico della Sardegna; unico istituto museale di diretta emanazione della Regione Sarda, rivolge la sua attività di documentazione e ricerca all’intero territorio regionale. Il complesso di edifici che lo ospita, costruito tra gli anni Cinquanta e i Sessanta sul colle di S. Onofrio, a Nuoro, su disegno dell’Arch. Antonio Simon Mossa, appare come un villaggio sardo immaginario. Fino al Dicembre del 2003 l’esposizione si articolava in 18 sale che costituivano gli interni del complesso architettonico.
Il Museo è attualmente oggetto di un grande progetto di restauro, riqualificazione e ampliamento. Il museo dispone di una sala per esposizioni temporanee e di un auditorium che, oltre agli incontri e seminari di studio e alle manifestazioni periodicamente promosse dall’Istituto Superiore Regionale Etnografico, quali le rassegne internazionali di documentari etnografici, ospita con continuità convegni, concerti, rappresentazioni teatral
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VISITA
L’attuale percorso si snoda attraverso tre aree: una sala principale che ospita gran parte delle tipologie delle raccolte, una saletta dedicata agli strumenti musicali ed una sezione dedicata al carnevale
COLLEZIONI
Le collezioni comprendono circa 8.000 reperti, prevalentemente abiti, gioielli, manufatti tessili e lignei, armi, maschere, pani, strumenti della musica popolare, utensili.