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Barracellato e sue feste Una delle istituzioni piu benefiche dell’ isola era quella del Barracellato, che dava le maggiori garanzie contro il furto e la moria del bestiame. Entrava in funzioni ai primi d’ agosto, eleggendo,nel 8110 88110, il proprio Capo, col titolo di Capitano; un Sottocapocon quello di Tenente; ed un Cassiere amminitratore, detto S’Attuariu. Il numero dei componenti la Compagnia variava secondo la popolazione. In Olzai, comune di 1400 abitanti, era composta di 25 a 30 uomini. Avevano attribuzioni di ufficiali pubblici con diritto alle armi. Facevano le loro ronde regolari, in paese ed in campagna, e davano braccio forte alla forza pubblica. Prestavano solenne giuramento di fedeltà e di obbedienza agli statuti della Compagnia, alle leggi vigenti, al Re, alla Patria.La primitiva istituzione non ammetteva che persone probe onestissime. Coll’andar dei tempi scemava sì lodevole rigidità di scelta. Si ammisero nella Compagnia anche persone pregiudicate,credendoci atto politico: giacchè per l’opera di cotesti pregiudicati, conoscitori di pregiudicati e di ladri, più facile, di sicuro sarebbe riuscito scoprire i ladri: piu assicurati sarebbero stati gli interessi della Compagnia assicuratrice.
L’accorgimento politico falliva nella prova. Certi Barracelli rubavano, di buon accordo, coi ladrl.~ La Compagnia pagava i dannl;ma falliva, spesso, per le male opere di qualche suo membro. E si finì che molte probe persone Si rifiutavano di farne parte. Mancate le buone persone, la istituzione cesso.
Spenta, per l’opera dei cattivi, la Compagnia barracellare, da non molti anni, Si iniziò in Olzai, una Socie di mutua cooperazione per la difesa della proprietà e del bestiame : e questa funziona, al Tale Si era la costituzione ed il funzionamento della Compagnia barracellare, Non appena l’Autorotà Superiore approvava i capito- i nuovi Barracelli Si riunivano in casa del Capitano, per ricevere le denuncie del bestiame domito, equino e bovino esclusivamente: e Si notava in apposito registro.Durante tale operazione,che durava parecchi giorni, si godeva vita lieta, Si bevevano vini gustosissimi.
II Barracellato aveva l’ obbligo di varie feste. Prima fra tutte, quella del giovedi Santo. Doveva preparare il Sepolcro della Parrocchia, facendolo vigilare, giorno e notte, da due confratelli di conosciuti col nome de Sor Sordados i soldati. Al mezzodi, di quel giorno, i Barracelli convenivano a desinare in casa del Capitano. I1 desinare era semplice :
enormi piatti di agnolotti, pan fresco, vino squisito e copioso! Degli agnolotti si mandavano, alla sera, due piattoni a Sos Sordados con un bottiglione del vino accennato. II vino, per tenerli desti tutta la notte , se il tempo era stato propizio non mancava il muggine di Oristano,che giungeva opportuno per rendere la cena piu magra. Una Vera baldoria di penitenza! La digestione era aiutata, il mattino del seguente venerdi Santo,con copiosi calici di acquavite generosa.
La seconda festa; celebravasi pel Corpus Domini con pranzo in casa del Capitano. Ai Barracelli si distribuiva grande quantità di polvere da caccia, perchè, lungo la giornata, e specialmente all’ Ora della Messa solenne e della processione, gli spari d’allegria fossero continuati. La processione andava preceduta da un cavaliere – Su Ghione- sopra il piu bel cavallo che fosse nel paese, ornato di fiocchi alla coda, alla criniera, con sonagliera al collo . Il  cavaliere teneva a mostrare tutta la sua abilità, specie quando il cavallo si impennava, atterrito dagli spari continui, come in battaglia. A rendere pi solenne la festa, ai Barracelli si univano gli Obrieri di Santa Barbara, di San Sebastiano, di Sant’ Anastasia e di Sant’ Antonio Abate , ai quali si distribuivano pistole mortaretti, quando non avessero armi proprie.L’ ultima festa, la piu solenne fra tutte, era quella deI 24 giugno, in onore di San Giovanni Battista, patrono massimo della Parrocchia. Le spese di questa erano sempre rilevantissime. In una delle ultine- di 20 anni fa – Si sciupavano oltre 800 lire liti pranzi, i soliti spari. Alla processione non mancavano i più abili e più giovani cavalieri, montati sui più briosi cavalli del paese, bardati riccamente preceduti dal ghione, con bandiera spiegata.Finita la processione, la cavalleria passava nell ampio stradale detto di Elisea ove si riversava tutto il popolo per assistere al  dilettevole spettacolo de sa vardia, delle Corse a pariglia, che finivano ad ora tarda

Dal libro:

Costumanze e ricordi di Olzai di Don Pietro Meloni Satta

Olzai 8 settembre 1913