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Un bellissimo racconto di Don Meloni Satta che ci porta alla antica tradizione della lavorazione del grano ad Olzai, il paese dei Mulini

la semina,viene fatto alla volatae con una seconda aratura si coprono i semi

la sarchiatura, sa zappadura, è curata da pochi, nonostante si sappia che il zappato da sempre un raccolto migliore e più abbondante. i contadini che non possiedono, per smuovere e preparare il terreno, si servono della zappa; ciò che d’altronde. non possibile, in altro modo nelle ripide colline.

la mietitura, su mezzonzu, si fa con le falci comuni, appena il cereale sia ben secco. I covoni poi, sos mannucros, si lasciano per terra sino al momento di trasportarli nell’aia, s’arzola. Per le grandi distanze, e per la mancanza di buone strade carregiabili, le aie si improvvisano nella stessa località del seminato. Perciò tante aie quanti appezzamenti seminati.

la trebbiatura: sa triula, trivula, si fa con giunte di buoi, che trascinano un rullo; ed il ventilamento con pala a mano. Nelle buone annate, il raccolto del frumento sale anche al 25 per uno, e quello dell’orzo al 35. Questo è di qualità superiore; molto carnoso e pesante, per cui è assai ricercato e preferito.

dal libro: Olzai reminescenze e divagazioni di Pietro Meloni – Satta

Educazione Ambientale: Dal Chicco al Pane