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“Le feste della Vergine erano religiose e civili. Si provvedeva alle medesime con apposito Comitato di donne, designate due anni prima di entrare in funzioni, nel giorno della Pasqua di Resurre­zione. Le chiamate alla. Presidenza erano due — sas priori: ~ — una, da Maggiore, e l’altra da Minore. Ciascuna di esse poi si associava un’ assistente, di sua fiducia. Le. assistenti erano chiamate sas Iuradm. Le une e le altre andavano scelte tra le persone di una certa. condi­zione, nubili e maritate, mai vedove.Sas Priorimas dovevano provvedere alle feste religiose col ricavo delle questue, che si consegnavano al Parroco — denari, grano, orzo e formaggio — riservando a sè le sole uova. Ai pranzi, agli altri trattamenti provvedevano a proprie spese. 11 sabato di Passione sa hirada Mezzore andava in giro per il paese, per raccogliere sa. linneina de mas Mismg, con una raccolta media totale di L. 60, poichè non si davano che pochi soldi. Indi il primo sabato dì maggio, andava in giro sa Arada y pro sa lernmina de rio* -reales, perchè non sì davano che 5 o 10 centesimi, con una media di L. 10. L’una e l’altra di codeste questue servivano per le. Messe e per le processioni. La terza domenica di maggio lc. due Prioresse, di buon mattino, vestite di gala, ed accompagnate dae sas _Un:2as, andavano in giro per la prima questua.. Avevano appresso un tantino, con cavallo ric­camente bardato, con coda e criniera intessute di nastri e di fiori, ed un campanello appeso al collo con nastro rosso o verde. Aveva in sella. due grosse bisaccic berfidas — dì industria locale; una pel grano e l’altra per l’orzo, che, a grossi piatti, si offrivano in tutte le case, sommando l’uno e l’altro a parecchi starelli,La Prioressa maggiore aveva in mani un piatto, od un piccolo vassoio d’argento, per raccogliere le offerte in denaro, con un fazzo­letto di seta disteso in lungo, quasi per mantenere la nettezza del piatto, ed una fronda d’albero nell’altra mano. Una de x luradax attendeva alle offerte dell’ orzo e del grano; e la seconda teneva in mani un paniere per raccogliere Ie pere del formaggio di vacca — colle uova. Oltre alle offerte spontanee, cordiali e generose dì grano, d’orzo e denari, sas Priorisstu, colle rispettive assistenti, trovavano, nella maggior parte delle case, squisito trattamento di caffè, rosoli, dol­ciumi, turrornes, mendidedda, gueiros, marigasos, aranzada. La cortesia era tanto insistente, che s’imponeva alla volontà, obbligando tutte a servirsi. Il rifiutare sarebbe. sembrata offesa.Superfluo soggiungere che l’ ingordigia del fantino veniva. lar­gamente soddisfatta, poichè ritornava a casa pieno sino alla gola e carico di fagotti. N’ aves, per tutta una settimana, abbondantemente.Dopo Ia questua, le Prioresse andavano in chiesa occupando un posto distinto. Finita la Messa solenne si tenevano in piedi per rice­vere le paci dae sas htradas e dalle consorelle. Queste, abbraccian­dole, proferivano le parole : landadu siat Gea. O — sia. lodate Gesù Cristo — alle quali rispondevano: semper skt laudadu — sem­pre sia lodato. Indi si schieravano davanti la navata principale, sino a che la Prioressa maggiore non lasciava la chiesa. Allora sfilavano tutte le consorelle per far ritorno alle proprie case. Intanto, in casa della Prioressa maggiore si preparava gran pranzo,. al quale prendevano parte i maggiorenti del paese, parenti ed amici. Il numero degli invitati era così ragguardevole che, spesso, non bastava, per la sola carne, una vitella.! Questo primo pranzo andava a totali spese della Prioressa mag­giore: e. nella. susseguente domenica andava. ripetuto dalla Prioressa. minore. Spesso, facevasi altrettanto nell’Agosto, per la festa dcl­1′ In tali c:; .ostantele Prioresse dovevano mandare una porzione di carne e di pane a sa& furadas ed ai vicini di casa. Era pure consuetudine che ciascuna Prioressa invitasse a pranzo la. rispettiva lurada per tutte le feste della Madonna, nelle altre principali dell’ anno, e per tutta la settimana santa. Ciascuna poi doveva. far cuocere due grossi pani, in forma ro­tonda, uno di semola e l’altro di farina — detti w. urga — che si mandavano alla hirada con un piatto dì fagiuoli ed una bottiglia di vino generoso.La Prioressa maggiore aveva pure l’obbligo di inviare un grosso cero per il btoolero, ritirandoselo il venerdì santo. Dava inoltre la cera, il 2 febbraio, per la messa della Purificazione; il 25 marzo, per 1′ Annunciazione ; il 5 agosto, per la Vergine della Neve; 1’8 settembre, per la Natività, e l’8 dicembre per la Purissima. La Prioressa minore aveva il solo obbligo della cera per prima do­menica di maggio, e per la prima dell’ottobre, per il Rosario. Inutile soggiungere che in tali feste si pensava sempre ai po­veri, e, per lo più., assai largamente.”

dal Libro Costumanze e Ricordi di Olzai – Ed. Soc. Tipografica Sarda

di Don Pietro Meloni Satta